L’obiettivo di una buona terapia antiretrovirale è di migliorare la condizione immunologica della persona e di stabilizzarla a lungo termine. Con una bassa carica virale e un sistema immunitario sufficientemente ripristinato, il paziente prolunga la sua aspettativa di vita e riesce a difendersi dalle infezioni opportunistiche.
Se somministrati prontamente, i farmaci sono in grado di prolungare il periodo asintomatico della malattia; nei casi in cui si intervenga con la terapia a malattia conclamata, i farmaci possono alleviarne i sintomi manifesti.
La scelta dei farmaci da impiegare nella terapia tiene conto sia delle caratteristiche dello specifico paziente (sue condizioni cliniche di base, tollerabilità degli effetti collaterali) sia del virus (resistenza ai medicinali, carica virale). E’ fondamentale che la terapia antiretrovirale sia costruita su misura del singolo paziente e sia controllata nel tempo da medici specializzati.
L’efficacia della terapia antiretrovirale si riscontra verificando la riduzione della carica virale e l’incremento dei linfociti T-CD4: con il primo elemento si può monitorare la validità dei farmaci nel contrastare la diffusione del virus, con il secondo si valuta la ripresa del sistema immunitario del paziente.
E’ possibile che il paziente non reagisca positivamente alla terapia: le due cause principali di fallimento della terapia sono una comprovata resistenza del virus agli agenti farmacologici e una incostante assunzione dei farmaci da parte del paziente, per l’insorgenza di effetti collaterali, intolleranza o mancanza di motivazione.
Esistono tuttavia numerose opzioni terapeutiche: è possibile sostituire un regime terapeutico (combinazione di farmaci) inefficace o mal tollerato con uno più adatto. Spetta invece esclusivamente al paziente impegnarsi nella costanza della terapia: i farmaci devono essere assunti con il massimo rigore per tutta la vita.
Una terapia combinata anti-HIV – iniziata al momento giusto, studiata su misura e condotta correttamente – può aumentare notevolmente la speranza di vita di una persona sieropositiva.





