Una vita positiva.

Dimesso dal Policlinico malato dii AIDS e cancro nessuno lo opera

03/05/2010

Ricoverato per più di venti giorni al Policlinico Consorziale di Bari, un barese cinquantaduenne ammalato di Aids e di tumore non è riuscito ancora a farsi operare, nonostante il quadro clinico a dir poco allarmante.
Ma andiamo subito a fatti che dovrebbero far riflettere su come ancora oggi, purtroppo, in Puglia sia difficile intervenire e curare chi soffre di malattie infettive gravi.
La Clinica di Chirurgia generale universitaria "Alberto de Blasi" del Policlinico, una ventina di giorni fa ha prima curato e poi dimesso dal proprio reparto un malato di cancro in AIDS conclamata, nonostante l’uomo avesse bisogno d’essere operato d’urgenza, soffrendo peraltro di cancro e altre patologie che aggravavano il quadro clinico generale. La situazione s’è resa incandescente qualche giorno fa, quando dal reparto di Chirurgia s’era deciso di non poter operare, anche se alcuni medici s’erano resi disponibili ad intervenire in qualsiasi momento, riconoscendo la gravità dello stato di salute del paziente. Ma nulla ha mutato la situazione, anche perché, come hanno spiegato dallo stesso reparto “De Blasi”, non si può intervenire chirurgicamente su un malato terminale di Aids. Ma la storia del poveretto, dopo le dimissioni dal nosocomio barese, non è finita lì.
L’altro ieri mattina, infatti, il ‘Cama Lila’ di Bari è venuto a conoscenza della dimissione del malato dal Policlinico ed ha subito comunicato l’accaduto alla Direzione Sanitaria dello stesso Consorziale Cesare che, a sua volta, ha immediatamente inviato il servizio di pronto intervento ‘118’ a casa dello stesso paziente che era stato dimesso, per trasportarlo nuovamente al Pronto Soccorso. Qui giunto, veniva nuovamente rifiutato dalla Chirurgia Generale Universitaria che l’aveva assistito precedentemente, trovando infine accoglienza presso la Clinica Chirurgica “Bonomo” e addirittura soltanto su una sedia a rotelle.
Angela Calluso, presidentessa del ‘Cama Lila’ l’associazione da sempre in prima linea a tutela della salute delle persone affette da immunodeficienza, è rimasta allibita di fronte a cio’ che è accaduto al Policlinico ed ora sta ancora facendo di tutto per far operare d’urgenza il paziente. Ma anche per denunciare l’ennesimo episodio che interessa una persona affetta d’Aids quando mette piede in un Ospedale, cioè in un posto dove chi ha l’obbligo di curare non dovrebbe prendere tempo prima di decidere d’intervenire, nonostante venga retribuito con denaro pubblico. “Ci rattrista molto quanto accaduto al Policlinico di Bari e, dunque, denunciamo quest’atto di mancata assistenza che rasenta l’irresponsabilità, commessa da chi dovrebbe avere a cuore la salute di qualsiasi cittadino”. E se non s’interverrà con urgenza sul paziente ancora ricoverato al Policlinico di Bari, la dottoressa Angela Calluso informerà anche il Ministero della Salute. -«Non c'è stato nessun tipo di disservizio nè poteva esserci alcuna discriminazione». Lo assicura il direttore generale dell’Azienda ospedaliera policlinico Bari, Vitangelo Dattoli, a proposito della denuncia fatta dalla Cama-Lila secondo cui nella struttura sanitaria, in particolare nel reparto di chirurgia generale universitario 'Alberto De Blasi' sarebbe stato rifiutato l’intervento d’urgenza a una persona in Aids e ammalata anche di tumore.
«Questa azienda – spiega Dattoli – tratta questi casi sin dal suo insorgere, tanto che ci sono ambulatori, day-hospital, e i malati di Aids vengono trattati in tutti i reparti chirurgici, intensivi e medici. Il policlinico di Bari è anche sede dell’assistenza domiciliare per questi pazienti».
«Il paziente, grave per sua patologia e per il tumore, è stato ricoverato – dice nello specifico Dattoli – presso l'unità operativa De Blasi dal 6 al 16 aprile. Sono stati fatti accertamenti e non c'erano indicazioni chirurgiche, non c'era neanche motivo di permanenza in ospedale perchè si attendeva l'esito di un esame specialistico immunoistochimico (anatomia patologica). Poichè le condizioni del paziente risultavano compensate e lo stesso era abbisognevole al massimo di controllo domiciliare, è stato dimesso per capire il perfezionamento dell’iter diagnostico e terapeutico».
«Il paziente nei giorni successivi – aggiunge Dattoli – ha avuto un peggioramento, e grazie al Cama-Lila che si è messo in contatto con la direzione sanitaria e ha collaborato positivamente con essa, è stato predisposto un nuovo ricovero. Il paziente è stato trasportato con il 118 al pronto soccorso, valutato e ricoverato, martedì 27 aprile, nel reparto d’urgenza e cioè la chirurgia Bonomo. Qui dopo essere stato per qualche ora su un letto provvisorio di terapia intensiva, è stato accolto in una normale stanza di degenza». «Il paziente, pur non avendo eseguito trasfusioni, – afferma Dattoli – è tuttora in stato di compenso e non ha necessità di intervento chirurgico urgente: si sta valutando se proseguire le cure oncologiche con radioterapia».

Fonte:  Quotidiano di Bari