Una vita positiva.

Bambini sani da genitori sieropositivi con la fecondazione assistita

04/07/2011

Ogni anno, nel centro per la procreazione medicalmente assistita del prof. Giovanni Battista La Sala, vengono alla luce una ventina di bambini figli di padre o madre sieropositivi. I neonati sono sani, ma la fecondazione artificiale si è resa necessaria proprio perché i genitori sono sierodiscordanti, cioè uno sano e l’altro sieropositivo, per cui i rapporti sessuali possono aver luogo solo in modo protetto, al fine di evitare il contagio.

La collaborazione permanente tra il centro di La Sala e la divisione di malattie infettive dell’arcispedale diretta da Giacomo Magnani ha generato un interessante convegno, in programma all’hotel Classic, su “Salute riproduttiva: dalle infezioni alla fecondazione medicalmente assistita”.

Magnani è responsabile scientifico dell’assise che prevede la partecipazione di diversi professionisti del Santa Maria Nuova e di ospedali dell’intera regione. Il numero delle persone sieropositive è in costante aumento rispetto a quelle affette da Aids conclamato non tanto perché sono aumentati i casi di contagio quanto perché i giovani sieropositivi che si curano regolarmente hanno ormai aspettative di vita simili a quelle dei non contagiati.

Diminuisce cioè la percentuale dei sieropositivi che arrivano ad essere colpiti da Aids conclamato, a patto che assumano il quotidiano cocktail di farmaci loro prescritto.

Le nuove terapie antiretrovirali hanno infatti rivoluzionato il trattamento delle infezioni da Hiv. Il convegno non esaminerà comunque soltanto la fecondazione assistita in coppie affette da Hiv, ma anche dal virus dell’epatite C. Si parlerà pure dell’infezione da papilloma virus e delle infezioni da toxoplasma, da citomegalovirus, da sifilide e da herpes in gravidanza.

Fonte:  www.ilrestodelcarlino.it