Roma – Stando a un'indagine recente voluta dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (O.N.Da) esiste una notevole informazione sui rischi associati alle malattie infettive durante la gravidanza: l'80% delle donne ne è al corrente, tuttavia solo il 50% di queste ha fatto ricorso a una vaccinazione prima di intraprendere la gravidanza.
"E' opportuno – sostiene Alessandra Kustermann, responsabile del Servizio di Diagnosi prenatale e del Centro soccorso violenza sessuale dell'Ospedale Policlinico Mangiagalli e Regina Elena – che le donne conoscano, preventivamente alla gravidanza, il proprio stato immunologico eseguendo lo screening per citomegalovirus, rosolia e toxoplasmosi."
"Nel caso della rosolia la donna può eseguire la vaccinazione e intraprendere la gravidanza solo in un successivo momento. Il medico di base – aggiunge l'esperta – dovrebbe consigliare il vaccino a tutte le donne in età fertile insieme a quello per l'epatite B."
"Per altre infezioni come il citomegalovirus, invece, purtroppo, anche se sarebbe utile, il vaccino non è ancora disponibile. Ha un senso, infine, anche effettuare lo screening per sifilide e HIV, perché questo modifica la condotta ostetrica".
Queste considerazioni sono particolarmente opportune per le donne che svolgono lavoro ad alto rischio come le maestre d'asilo, le pediatre, le educatrici di comunità.
Fonte: vitadidonna.org




