Il contagio è facile.

Il dentista non puo' chiedere al paziente se ha a.i.d.s.

18/01/2010

Sul sito istituzionale del Garante per la privacy, tramite un provvedimento generale, sono stati indicati i princìpi ai quali devono attenersi i medici nella raccolta dei dati personali. Con tale provvedimento si stabilisce che tutti coloro che esercitano una professione medica al primo incontro col paziente non devono chiedere informazioni riguardo una loro eventuale sieropositività se ciò non è indispensabile per il tipo di intervento o terapia, e comunque il paziente può rifiutarsi di rispondere.

Inizialmente, infatti, per assicurare una corretta assistenza medica, sono sufficienti le informazioni sanitarie di base. Solo in un secondo momento si possono approfondire i dati del paziente e, nel caso il medico dovesse riscontrare il virus dell’HIV, oltre a rispettare gli obblighi specifici di segretezza e a non discriminare il paziente, è tenuto ad adottare ogni misura del codice della privacy per garantire la sicurezza dei dati.

Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità Garante per la privacy, ha fatto recapitare a tutti gli studi medici le indicazioni del provvedimento, con un richiamo particolare per i dentisti. Infatti è proprio dopo aver affrontato il caso di uno studio dentistico in cui al momento dell’accettazione veniva presentato un questionario ai pazienti in cui erano presenti domande esplicite sull’Aids, che Pizzetti ha deciso di intervenire per fermare questa raccolta di dati generalizzata e molto delicata.

A riguardo Pizzetti ha dichiarato che “l’esigenza di raccogliere informazioni sull’HIV fin dal momento dell’accettazione non è giustificabile neanche dalla necessità di attivare specifiche misure di protezione per il contagio, poiché la normativa di settore prevede che tali misure siano adottate, nei confronti di ogni paziente, a prescindere dalla conoscenza dello stato di sieropositività”. Non sono mancate le lamentele da parte della categoria in camice bianco su ‘Odontoline’, il sito più frequentato dagli odontoiatri.

Nel dibattito virtuale un dentista romano sottolinea che omettere un dato così significativo potrebbe mettere a rischio la stessa salute del paziente in quanto la presenza di un possibile virus potrebbe ostacolare la riuscita di un percorso terapeutico. Altri dentisti invece trovano inutile l’iniziativa di Pizzetti dal momento che le precauzioni igieniche adottate negli studi medici sono talmente sicure che risulta quasi impossibile il contagio del virus.

A spezzare una lancia a favore del Garante è l’avvocato di Nps (Network persone sieropositive) Matteo Schwarz, il quale difende quest’iniziativa poiché nel corso degli anni ha raccolto molte denunce da parte di persone sieropositive alle quali sono state rifiutate le cure da parte dei dentisti solo perché infette.

ANGELA PERILLO

Fonte: www.agenziaradicale.com