Il contagio è facile.

Manovra, l'allarme dei sieropostivi: "non troveremo più farmaci"

01/07/2010

La manovra fiscale prevede, fra le altre cose, anche il passaggio dei farmaci per l’Aids dalla distribuzione ospedaliera a quella territoriale: e, secondo il Network delle Persone Sieropositive, una delle più importanti realtà di mutuo e reciproco soccorso per gli ammalati di HIV, questo “bloccherà specialmente il mercato delle farmacie dei piccoli Comuni, quelli più isolati in Italia”, comportando la non possibilità di reperire agevolmente i farmaci anti-retrovirali necessari a tenere basso il rischio di attivazione del virus, con il passaggio dalla sieropositività alla fase acuta della malattia. “I farmaci a uso ospedaliero”, spiega Rosaria Iardino, presidente del Network, all’Agenzia Asca,“sono spesso costosi ed è difficile pensare che il proprietario di una piccola farmacia possa sobbarcarsi il costo dei medicinali, con il rischio che magari rimangano in magazzino fino a deteriorarsi”.

Secondo le associazioni delle persone sieropositive, dunque, la manovra all’esame al Senato, dietro gli intenti di risparmio e razionalizzazione delle risorse, comporta “dei rischi per l’effettiva continuita’ e qualita’ delle cure per patologie anche molto gravi, come l’Aids e il cancro”.

E anche i malati di tumore sollevano analoghi dubbi e preoccupazioni: le associazioni di malati, dunque, avanzano al ministero della Salute e all’Agenzia Italiana del Farmaco la richiesta di impegnarsi affinchè “l’organizzazione del passaggio dall’ospedale al territorio sia gestita con attenzione e concertata con le associazioni dei pazienti interessati; che AIFA, nel definire i farmaci da spostare, tenga in considerazione anche le ripercussioni per i pazienti”.
 
Inoltre, sempre preoccupate dall’idea dei risparmi sulla sanità, chiedono che che “il Governo fornisca garanzie che un eventuale ricorso a farmaci generici avvenga solo per prodotti che abbiano superato controlli di qualita’ che garantiscano la pari efficacia dei farmaci labelled”.

Fonte: Giornalettismo