La scabbia è una malattia cutanea causata da un acaro, il Sarcopetes Scabiei. Si trasmette per contatto diretto o tramite l’uso in comune di oggetti contaminati (dormire nello stesso letto, scambiarsi vestiti, usare asciugamani in comune, ecc.).
I parassiti scavano dei cunicoli nella cute causando un intenso prurito, specialmente di notte. Gli acari non sono visibili ad occhio nudo, anche se è possibile osservare la striscia rossa del loro passaggio sulla cute. In caso di infestazione persistente, è possibile osservare anche vescicole ed eczemi nelle zone più colpite.
Le regioni più soggette a infestazione sono gli spazi interdigitali di mani e piedi, i polsi, le ascelle, i genitali, la regione sottomammaria, le natiche e l’ombelico.
La trasmissione della scabbia è piuttosto rapida ma il trattamento con medicazioni topiche è efficace. Lo scabicida va applicato su tutta la cute corporea, dal collo ai piedi, specialmente nei punti in cui la pelle forma delle pieghe. E’ necessario che la medicazione resti a contatto con la cute per dodici ore, preferibilmente ventiquattro. Finito il trattamento è sufficiente risciacquare il corpo.
Gli acari muoiono rapidamente, anche se l’irritazione cutanea può persistere per qualche tempo. E’ possibile che una crema cortisonica dia giovamento e prevenga una dermatite causata da una dose eccessiva di scabicida.
Il vestiario, gli asciugamani e le lenzuola devono essere lavati con un ciclo caldo per scongiurare la sopravvivenza degli acari. Come per gli altri parassiti dell’uomo, è importante che chiunque possa esser stato contagiato si sottoponga al trattamento.




