Il contagio è facile.

La sifilide

La sifilide è una malattia causata dal batterio Treponema Pallidum; se non curata appropriatamente, la sifilide può avere complicanze molto serie.

Gli studi della Regione Lazio individuano una crescita esponenziale dei casi di sifilide notificata dal 2001 al 2004, con oltre 400 casi annuali, specialmente nella popolazione maschile. La media italiana è similmente in crescita.

La sifilide si trasmette direttamente attraverso le ferite e le ulcere che si formano nelle zone genitali, rettali e sulla bocca a seguito di contatto sessuale.

Per ridurre il rischio di contagio è necessario usare sempre il preservativo e il dental dam nei rapporti occasionali.

La sifilide è una malattia complessa a più stadi che causa vari sintomi nelle diverse fasi dell’infezione. La malattia può facilmente essere trasmessa fin dal primo stadio.

Sifilide primaria: tra l’infezione e l’insorgenza dei primi sintomi possono passare da 10 a 90 giorni (in media 20). Questo stadio è caratterizzato dalla comparsa di una singola lesione, chiamata sifiloma, di forma rotonda e di piccole dimensioni, nel punto in cui avviene l’infezione batterica. La lesione è generalmente indolore e quindi non è sempre facile accorgersi dell’infezione. Dopo 3-6 settimane il sifiloma guarisce autonomamente. Se la malattia non è trattata in questa fase, evolve verso uno stadio secondario.

Sifilide secondaria: inizia quando si ha l’insorgenza di un’eruzione cutanea in più punti, frequentemente sui palmi delle mani e dei piedi, di colore rosso bruno. Questa eruzione non è dolorosa né causa prurito e di frequente non viene riconosciuta come sintomo della sifilide secondaria ma associata erroneamente ad altre patologie. L’eruzione può verificarsi anche settimane dopo la scomparsa del primo sifiloma. Anche senza alcun trattamento, l’eruzione sparisce da sola dopo qualche settimana. Tra i sintomi tipici di questo stadio possono presentarsi anche febbre, linfonodi ingrossati, mal di gola, perdita di capelli a chiazze, mal di testa, perdita di peso, dolori muscolari, stanchezza. In alcuni casi si evidenziano danni neurologici anche a questo stadio, pur più frequenti nel terzo.

Sifilide avanzata (stato latente e terziaria): alla scomparsa dei sintomi del secondo stadio, la persona non mostra più sintomi evidenti anche se la malattia è presente nell’organismo. In questa fase, possono iniziare i danni agli organi interni, al cervello, ai nervi, agli occhi, al cuore, ai vasi sanguigni, al fegato, alle ossa e alle giunture. I danni interni possono manifestarsi anche anni dopo la comparsa dei primi sintomi. In questo terzo stadio l’individuo perde la capacità di controllare i movimenti muscolari, può avere delle paralisi, confusione mentale, cecità graduale e sviluppo di demenza. Il danno può essere tanto serio da portare alla morte.

La sifilide può inoltre essere trasmessa da madre a bambino durante la gravidanza e il parto. A seconda dello stato d’infezione della madre, la malattia può essere trasmessa al feto causando morte in utero o la nascita di un bimbo già infetto, con sifilide congenita. Se la madre ha avuto la sifilide nei quattro anni precedenti la gravidanza, il rischio di trasmissione al feto resta molto elevato. I sintomi possono anche essere assenti al momento della nascita e comparire successivamente, causando serie complicazioni allo sviluppo del bambino se non trattati adeguatamente.

La sifilide può essere diagnosticata mediante analisi del sangue o tramite un campione del sifiloma da esaminarsi al microscopio.

La sifilide viene curata con la penicillina, un farmaco antibiotico. Per le persone che hanno avuto la sifilide per meno di un anno è sufficiente assumere una dose di penicillina; per chi ha avuto il batterio nell’organismo per più tempo può essere necessaria una terapia più lunga.

Poiché la sifilide si trasmette esclusivamente per via sessuale, è necessario che anche il partner di una persona infetta si sottoponga alla terapia antibiotica, anche se non accusa alcun sintomo. Questo vale per tutti i partner a rischio, ossia quelli con cui si è avuto un rapporto sessuale nei tre mesi precedenti alla comparsa dei sintomi della sifilide primaria, nei sei mesi precedenti la comparsa di quelli della secondaria e i partner di almeno un anno prima per quanto riguarda la sifilide latente.

E’ necessario astenersi da rapporti sessuali durante il periodo di cura per evitare di infettare il partner e nuovamente se stessi (sindrome ping-pong).

Poiché l’infezione da sifilide può incrementare il rischio di trasmissione e contagio dell’infezione da HIV, tutti i pazienti cui è stata diagnosticata la sifilide devono sottoporsi al test per il virus HIV.