Il contagio è facile.

L'herpes

L’herpes è un’infezione comune causata dal virus dell’Herpes Simplex (HSV). La malattia può causare vesciche e ulcere sulla bocca, sulla faccia, sui genitali o attorno all’ano.

L’herpes si diffonde attraverso contatto della pelle con un individuo infetto: il virus è presente nelle vesciche che si manifestano sulla superficie cutanea. Il virus si presenta in due sottotipi, uno che si manifesta soprattutto nella zona orale, l’altro soprattutto nelle zone genitali.

Il virus si diffonde attraverso i baci in bocca e i rapporti sessuali (vaginali, anali e orali).

Il contagio può avvenire anche se l’individuo infetto non presenta i sintomi manifesti della malattia: è sufficiente sia portatore del virus. Nelle persone infette, il virus generalmente rimane nascosto per lunghi periodi. E’ anche possibile che un individuo risulti portatore sano del virus, ossia non presenti mai i suoi sintomi.

L’uso del preservativo, del dental dam e del femidom possono ridurre le possibilità di contagio da herpes, tuttavia è sempre possibile il contatto con le lesioni che sono sulle parti del corpo non coperte dal lattice.

L’infezione iniziale (primo contagio da HSV) può essere accompagnata da sintomi simili all’influenza, come febbre, affaticamento, dolori ai muscoli e ghiandole gonfie (linfonodi); spesso ma non sempre si formano vesciche e ulcere sulle zone interessate, come i genitali, le cosce, le natiche e l’ano, le labbra, la bocca, la gola, la lingua e le gengive. Le lesioni dell’herpes possono manifestarsi anche dentro la vagina e sulla cervice.

Nel caso dell’infezione genitale si può avvertire dolore e prurito nel luogo in cui la ferita è individuata o sta per formarsi, oppure bruciore durante la minzione.

Le vesciche dell’herpes col passare dei giorni formano delle piccole croste e guariscono autonomamente, di solito entro 1-3 settimane.

Una volta che l’infezione iniziale è risolta, le successive manifestazioni si presentano in modo simile ma in forma meno dolorosa. Non si escludono tuttavia in alcuni soggetti ulcere genitali ricorrenti piuttosto dolorose.

Dopo la prima manifestazione, le eruzioni dell’herpes sono scatenate da numerosi fattori quali l’esposizione al sole, lo stress, sindromi influenzali, cibi e bevande particolari (arachidi, alcool, caffè).

L’herpes può essere diagnosticato esaminando un campione preso da un’ulcera o da una vescica, o mediante analisi del sangue.

Non esiste una cura definitiva per l’herpes. Gli individui infetti restano portatori del virus. E’ disponibile tuttavia una terapia farmacologica che riduce i sintomi, cicatrizza le infezioni croniche e riduce la frequenza delle manifestazioni recidive.

Durante un’eruzione, una terapia sintomatica si ottiene mantenendo la zona colpita pulita e asciutta, assumendo analgesici. Per l’herpes genitale è utile fare un bagno caldo.

Come le altre MST, l’herpes può aumentare il rischio di trasmissione e contagio dell’infezione HIV. Inoltre, in pazienti sieropositivi, le lesioni da herpes possono persistere per diverse settimane. Frequenti ricadute o difficoltà di guarigione dai sintomi dell’herpes indicano perciò la necessità di indagare verso un possibile contagio da HIV.

L’herpes può essere trasmesso dalla madre al bambino, specialmente se l’infezione iniziale avviene in prossimità del parto (50% di trasmissione). Il virus può essere trasmesso al bambino nell’utero o durante il parto. Se la donna ha un’eruzione cutanea in prossimità del parto, viene effettuato il taglio cesareo per ridurre le possibilità di contagio.

L’infezione durante la gravidanza porta ad un aumento del rischio di aborto, alla diminuzione dello sviluppo del feto e a doglie premature. Dei neonati infetti con l’Herpes alla nascita, il 30-60% muore entro il primo mese. I sopravvissuti possono avere complicazioni a lungo periodo come ritardo e crisi mentale. Per questi motivi è opportuno che le donne in gravidanza discutano della loro storia passata e delle sospette infezioni da herpes con il proprio medico al fine di prendere adeguate misure preventive per i loro bambini.