Il virus si trasmette attraverso il contatto con i fluidi corporei infetti (sangue, sperma, secrezioni vaginali, saliva, latte materno). Le principali cause di contagio sono:
- baci e rapporti sessuali (orale, vaginale, anale) con persone infette;
- scambio di siringhe contaminate per l’assunzione di stupefacenti;
- uso di lamette da barba, forbici, tagliaunghie, spazzolini da denti o aghi per tatuaggi contaminati;
- uso di posate e bicchieri contaminati;
- gravidanza o parto;
- trasfusioni di sangue infetto o terapia con emoderivati infetti;
- contatto diretto con sangue o gli altri liquidi corporei infetti.
Molte persone infettate da HBV non presentano sintomi o presentano sintomi molto lievi. Questo fa sì che la diffusione del virus sia estremamente facile.
L’epatite B può causare affaticamento, nausea o vomito, febbre e brividi di freddo, urina di color scuro, feci di colore chiaro, colorazione giallastra degli occhi e della pelle (ittero), dolore al fianco destro e alla schiena.
L’epatite B può essere individuata tramite esami del sangue, ricercando gli anticorpi specifici anti-HBV.
Non esiste una cura specifica per l’epatite B; i farmaci inoltre non possono neppure alterare il corso dell’infezione ma solo alleviare i sintomi riducendo la nausea, il vomito e la diarrea. Nella maggior parte dei casi l’organismo debella il virus autonomamente ma circa il 10% degli individui non è in grado di guarire e cronicizza l’infezione. I portatori cronici del virus HBV, oltre a essere veicoli di infezione per tutta la loro vita, si possono ammalare di cirrosi (degenerazione dei tessuti del fegato) e hanno un rischio di sviluppare cancro al fegato duecento volte superiore alla media. Nei casi più gravi può essere richiesto il trapianto del fegato.
Dal 1982 esiste un vaccino sicuro ed efficace che può prevenire il contagio da epatite B. Chi si vaccina è immune da epatite B nel 90-95% dei casi. Dal 1991 il vaccino è obbligatorio per legge in Italia.
Le donne incinte infette da epatite B possono trasmettere il virus ai loro bambini durante il parto. La maggior parte dei bambini infetti, se non curati immediatamente, diventerà portatore cronico e sarà a rischio più alto di cirrosi del fegato, insufficienza epatica e cancro del fegato. Inoltre, le donne con malattia del fegato avanzata causata da epatite B sono a più alto rischio di complicazioni durante la gravidanza.
E’ buona norma che tutte le donne in gravidanza si sottopongano al test per l’HBV. Se positive, è necessario intraprendere una terapia per il bambino subito dopo la nascita, con la somministrazione del vaccino e l’immunoglobulina del virus.




