Il contagio è facile.

L'epatite A

L’epatite A è una malattia del fegato causata dal virus HAV (Hepatitis A Virus).

Il virus HAV si trasmette principalmente attraverso cibi e acqua contaminati, quindi la sua diffusione è legata in particolar modo alle condizioni igieniche generali degli ambienti in cui viviamo. La via di trasmissione principale è attraverso feci contaminate: tipico è il caso di scarichi fognari che contaminano acque destinate all’irrigazione o in cui vivono frutti di mare.

Esiste tuttavia la possibilità di trasmissione oro-fecale diretta del virus nelle pratiche di rimming (rapporto oro-anale). In questi casi l’uso del dental dam nelle pratiche orali è una buona difesa dal virus HAV.

L’epatite A è generalmente asintomatica (60% dei casi). Negli adulti può tuttavia provocare ittero (colorazione giallastra della pelle), nausea, vomito e febbre, sintomi che possono durare diverse settimane. Generalmente l’epatite A rende immuni dopo il primo contagio. Le forme mortali fulminanti sono estremamente rare e comunque si verificano solo dopo i 50 anni.

Il virus dell’epatite A viene individuato mediante esame del sangue, ricercando gli anticorpi specifici anti-HAV.

Generalmente l’infezione ha un decorso spontaneo e guarisce autonomamente. Sono tuttavia possibili casi di epatite A fulminante e infezioni non debellabili, per le quali si può richiedere il trapianto di fegato.

Esiste un vaccino per il virus HAV, consigliato in caso di viaggio in zone endemiche, per il personale degli asili nido (frequenti contatti con le feci nei pannolini), per tossicodipendenti che fanno uso di droghe endovenose, per soggetti che necessitano di trasfusioni, per pazienti con malattie croniche del fegato e per personale che lavora in unità di terapia intensiva. Il vaccino conferisce protezione dopo 4 settimane dalla prima dose ed è efficace fino a 20 anni dopo la vaccinazione.