Il contagio è facile.

Epatice C ottima risposta terapeutica

02/03/2010

C’è una grande difficoltà da affrontare quando ci si imbatte nell’epatite C, l’asintomaticità della patologia, non a caso definita killer silenzioso in America, stante il fatto che l’infezione virale in questo caso si presenta senza particolari sintomi, a parte qualche febriciattola, mal di testa, nausea, senso di svogliatezza e perdita dell’appetito solitamente riconducibili ad altre cause.

Tale situazione costringe il paziente a spostare l’attenzione sul proprio stato di salute, ritenendo l’intero corollario di sintomi riconducibile ad uno stato di stress o al surmenage lavorativo; invece così non è, il virus alberga in lui e prima o poi farà sentire eccome i suoi effetti più nefasti.

Infettarsi non è difficile, se non altro però, è riconducibile l’azione che ci ha portato all’infezione, visto che il virus dell’epatite C penetra nel nostro organismo attraverso sangue infetto col quale si abbia avuto a che fare con lo scambio di siringhe, con una puntura accidentale con una siringa usata, rasoi, lamette e via di seguito. La casistica invece di casi di epatite C seguiti a rapporti sessuali con persona infetta è bassissima. Esistono poi quegli individui che pur infetti non mostrano i segni della malattia per diversi anni e per di più non riportano i temibili danni al fegato che il virus produce, cirrosi, tumore al fegato; ciò non toglie che tali persone possono a loro volta trasmettere il virus ad altri.

Diverse le terapie che in atto si praticano nei confronti dell’epatite C, fra le tante sembra molto interessante il ricorso recente ad un farmaco sperimentale, il Telaprevir somministrato con sistemi posologici diversi; almeno questo ci dicono i dati afferenti ad uno studio su pazienti sottoposti a tale trattamento che manifestano una buona risposta nei confronti del virus nell’80% dei casi.Lo studio ha riguardato 161 pazienti a cui erano stati somministrati Telaprevir ma con schemi posologici diversi; ovvero, 1125 mg due volte al dì, ovvero il farmaco somministrato ogni 12 ore, per quanto riguardava una parte dei pazienti, mentre l’altro gruppo veniva trattato ad una posologia di 750 mg tre volte al dì, ovvero, ogni 8 ore. La terapia era stata associata ad altri farmaci quali PegInterferone alfa-2°, Peg Interferone e Ribavirina.

Come si diceva la risposta terapeutica è stata definita ottima, ovvero, dell’82% per quei pazienti a cui era stato adottato il regime posologico relativo ad una somministrazione due volte al dì e dell’85% per quelli trattati con il farmaco tre volte al dì; tali risposte si sono avute dopo un trattamento di 24 settimane.Dunque il telaprevir si starebbe dimostrando un ottimo farmaco contro l’epatite C con scarsi effetti collaterali quali cefalea, prurito, nausea, anemia, rash e una sintomatologia che parrebbe ricondursi ad una simil influenza. Pochissimi i casi di effetti collaterali più impegnativi che propendono per la sospensione del trattamento, con una percentuale del 3% per gravi fenomeni di rash cutaneo e del 2% per grave anemia.

Fonte: www.salute.it