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Sintomi e decorso dell'AIDS

Le infezioni da HIV presentano sintomi diversi e seguono un decorso differente da persona a persona. Le fasi descritte di seguito si riferiscono ad un organismo tipico non sottoposto a terapia antiretrovirale.

Subito dopo il contagio il virus HIV si moltiplica rapidamente e si diffonde in tutti gli organi e tessuti.

In questa fase, definita “infezione primaria,” il 50-90% delle persone accusa sintomi simili all’influenza: febbre, ghiandole e linfonodi ingrossati, infiammazioni del cavo orale, dolori muscolari, mal di testa, diarrea e nausea.

Tali disturbi regrediscono spontaneamente in un paio di settimane. Tuttavia, se a seguito di un rapporto sessuale non protetto si riscontra questa sindrome pseudo-influenzale, è necessario effettuare il test HIV per controllare il proprio stato di salute e astenersi da altri rapporti per non aumentare le probabilità di contagio.

E’ anche possibile che alcune persone non presentino alcun sintomo. L’assenza di effetti manifesti del virus non indica comunque una sua minore diffusione nell’organismo. Per questo motivo, a seguito di un rapporto sessuale non protetto, è sempre necessario effettuare il test e astenersi da altri rapporti in attesa del risultato delle analisi.

Sempre nella fase iniziale, l’organismo inizia a produrre gli anticorpi specifici per l’HIV, la cui presenza nel sangue inizia ad essere individuabile dopo 1-3 mesi dal contagio e in misura certa dopo 6 mesi.

Dopo la fase iniziale, l’infezione da HIV decorre senza la comparsa di alcun sintomo. Questa fase, definita asintomatica o di latenza clinica, può durare alcuni mesi o perfino molti anni. Nonostante l’assenza di manifestazioni evidenti, il virus continua a proliferare nell’organismo e a danneggiarne il sistema immunitario.

Successivamente emergono sintomi generici quali un gonfiore persistente dei linfonodi in più sedi (sotto le ascelle, nella zona inguinale, ecc.), forte sudorazione notturna, diarrea di lunga durata. Quando l’immunodeficienza risulta grave, ossia quando l’azione dell’HIV ha distrutto gran parte del sistema immunitario, si verificano determinate e specifiche malattie, malattie che un organismo sano normalmente non contrae e che vengono chiamate “malattie che definiscono l’AIDS.”

L’evoluzione da sieropositività ad AIDS è dovuta quindi al progressivo indebolimento del sistema immunitario a causa del costante e continuo attacco del virus HIV sui linfociti T. L’AIDS è la fase pienamente sintomatica dell’infezione da HIV, durante la quale si manifestano le maggiori infezioni opportunistiche o tumori HIV-correlati.

Tra le infezioni, le più tipiche sono la polmonite da pneumocistis, la toxoplasmosi cerebrale e la candidosi esofagea. La forma tumorale più comune è il Sarcoma di Kaposi, un cancro della pelle che presenta macchie rossastre ed estese sulla cute. Frequenti sono anche il tumore all’utero e vari linfomi maligni del sistema immunitario. Anche le infezioni virali semplici, come ad esempio quelle da Herpes, in presenza di HIV possono portare a gravi malattie.

Oltre al sistema immunitario, la presenza massiccia dell’HIV nell’organismo può anche danneggiare le cellule del sistema nervoso centrale e periferico: si possono manifestare quindi nevriti (infiammazioni dei nervi) con disturbi sensoriali, motori e delle capacità cerebrali.

Poiché l’azione del virus è molto dipendente dalle caratteristiche dell’organismo infettato, è possibile che, anche nella fase pienamente conclamata dell’infezione da HIV, l’AIDS non si manifesti con continue malattie e che l’organismo attraversi lunghi periodi privi di disturbi fisici o sintomi particolari.

Per tentare di prevedere il decorso della malattia è possibile misurare la proliferazione del virus HIV nell’organismo e quindi in maniera indiretta la velocità dei danni arrecati al sistema immunitario: si individua così la carica virale (viremia plasmatica o viral load), cioé la quantità di virus per millilitro di sangue. Più elevata è la carica virale, più veloce sarà la distruzione del sistema immunitario.

Similmente, la misurazione della concentrazione dei linfociti T-CD4 per millilitro di sangue, ossia il così detto valore CD4, fornisce informazioni sulle condizioni del sistema immunitario: meno numerosi i linfociti e più avanzata è la deficienza immunitaria.