La sorveglianza delle nuove diagnosi da HIV della Regione Lazio, istituita con DGR 3803 del 1985, è stato il primo monitoraggio ad essere attivato in Italia e uno dei primi al mondo. La tempestività della sorveglianza e l’assenza di un programma nazionale rende lo studio della Regione Lazio fondamentale non solo per la programmazione sanitaria regionale ma anche nazionale.
L’ultimo studio completo disponibile [1,3 MB pdf], che arriva al 31 dicembre 2007, permette di individuare alcuni trend specifici.
- Andamento complessivo: dopo un picco alla fine degli anni ‘80, le nuove diagnosi di infezione da HIV sono costantemente diminuite fino al 2000. Dal 2000 il numero è pressoché stabile attorno a 600 nuovi casi l’anno. In altre parole, nel Lazio, ogni anno viene diagnosticata una persona HIV+ ogni 10.000 abitanti.
- Localizzazione: le infezioni da HIV continuano ad avere una forte connotazione metropolitana: l’incidenza nel comune di Roma nell’anno 2007 è stata circa il doppio di quella del resto del Lazio.
- Età: si è osservato un aumento quasi costante dell’età alla diagnosi di infezione, passando da un’età media di 26 anni nel 1985 a una di 36 nel 2003; successivamente al 2003 l’età media dei nuovi contagiati è rimasta stabile attorno ai 36 anni.
- Sesso: nel 1985 i maschi contagiati erano oltre il triplo delle femmine; alla fine degli anni ‘90 la popolazione maschile contagiata era circa il doppio di quella femminile. Negli ultimi anni non è possibile riscontrare un trend specifico.
- Modalità di trasmissione: fino al 1992 le persone che riportavano fattori di rischio legati alla tossicodipendenza erano quasi il 60% delle nuove diagnosi di infezione; nel 2007 tale proporzione si è ridotta al 5%; oltre il 90% dei casi di trasmissione del 2007 riportava come fattore di rischio i rapporti sessuali.




