La partita non è ancora vinta.

Diffusione in Italia

In Italia la diffusione del virus HIV è stata monitorata dal 1986 attraverso la sorveglianza dei casi di AIDS. Questo dato tuttavia fornisce un quadro distorto della diffusione del virus perché non tiene conto delle persone sieropositive ma solo di chi ha sviluppato la sindrome. Ad oggi non esiste una sorveglianza nazionale delle nuove diagnosi da HIV: il Ministero della Sanità l’ha istituita con un decreto del 31/03/2008, ma non è ancora stata attivata.

La sorveglianza delle nuove diagnosi da HIV della Regione Lazio, istituita con DGR 3803 del 1985, è stato il primo monitoraggio ad essere attivato in Italia e uno dei primi al mondo. La tempestività della sorveglianza e l’assenza di un programma nazionale rende lo studio della Regione Lazio fondamentale non solo per la programmazione sanitaria regionale ma anche nazionale.

L’ultimo studio completo disponibile [1,3 MB pdf], che arriva al 31 dicembre 2007, permette di individuare alcuni trend specifici.
  • Andamento complessivo: dopo un picco alla fine degli anni ‘80, le nuove diagnosi di infezione da HIV sono costantemente diminuite fino al 2000. Dal 2000 il numero è pressoché stabile attorno a 600 nuovi casi l’anno. In altre parole, nel Lazio, ogni anno viene diagnosticata una persona HIV+ ogni 10.000 abitanti.
  • Localizzazione: le infezioni da HIV continuano ad avere una forte connotazione metropolitana: l’incidenza nel comune di Roma nell’anno 2007 è stata circa il doppio di quella del resto del Lazio.
  • Età: si è osservato un aumento quasi costante dell’età alla diagnosi di infezione, passando da un’età media di 26 anni nel 1985 a una di 36 nel 2003; successivamente al 2003 l’età media dei nuovi contagiati è rimasta stabile attorno ai 36 anni.
  • Sesso: nel 1985 i maschi contagiati erano oltre il triplo delle femmine; alla fine degli anni ‘90 la popolazione maschile contagiata era circa il doppio di quella femminile. Negli ultimi anni non è possibile riscontrare un trend specifico.
  • Modalità di trasmissione: fino al 1992 le persone che riportavano fattori di rischio legati alla tossicodipendenza erano quasi il 60% delle nuove diagnosi di infezione; nel 2007 tale proporzione si è ridotta al 5%; oltre il 90% dei casi di trasmissione del 2007 riportava come fattore di rischio i rapporti sessuali.
Il quadro epidemiologico che si osserva nel Lazio è molto simile a quello delle altre regioni e province che hanno un sistema di sorveglianza delle diagnosi da HIV. I dati precedenti possono quindi applicarsi ragionevolmente all’intera popolazione italiana.