La diagnosi di infezione da HIV si basa principalmente sulla ricerca degli anticorpi specifici nel sangue.
Il nostro organismo reagisce al contagio con qualsiasi tipo di virus sviluppando speciali molecole per tentare di debellarlo. Gli anticorpi anti-HIV, sviluppati a seguito del contagio, pur non essendo in grado di sconfiggere il virus HIV ne segnalano la presenza nell’organismo.
Questi anticorpi iniziano a svilupparsi dopo 1-3 mesi dal momento del contagio, anche se per certi individui è possibile non ottenere un riscontro certo fino a 6 mesi dal contagio.
Viene definito “periodo finestra” il periodo di tempo durante il quale un soggetto che ha contratto il virus HIV non ha ancora sviluppato gli anticorpi specifici; in questo periodo la persona risulterà negativa al test HIV pur essendo stata contagiata dal virus.
Si definisce sieropositivo (HIV+) un individuo che ha sviluppato gli anticorpi anti-HIV e risulta quindi positivo al test HIV.
Una persona contagiata può trasmettere il virus anche durante il periodo finestra in cui risulta sieronegativa (esito negativo del test HIV). Nonostante non sia individuabile con le analisi del sangue, il virus è infatti presente nei liquidi biologici dell’organismo contagiato e può quindi essere trasmesso ad altre persone.





