La partita non è ancora vinta.

Una molecola per smascherare le cellule infette

27/05/2010

La ricerca è stata condotta da Yu e Xuebin Qin della Harvard Medical School e si è concentrata su una proteina, chiamata CD59, una di quelle che le cellule umane mostrano sulla loro superficie per identificarsi come “self” e proteggersi dagli attacchi del sistema immunitario.

Per riattivare il meccanismo immunitario, gli scienziati hanno lavorato su una tossina, prodotta da un batterio presente nelle secrezioni faringee dell’uomo, chiamata intermedilysin capace di legarsi al CD59: isolando il sito usato dalla tossina per il legame, hanno realizzato una molecola chiamata rILYd4. Questa si è dimostrata capace, in studi in vitro, di distruggere particelle virali contenute nel sangue di persone sieropositive e gli autori dello studio affermano di avere risultati preliminari che suggeriscono che la molecola potrebbe essere in grado di attaccare anche le cellule infette, mentre i globuli rossi e le cellule immunitarie non infettate resterebbero illese.
Alcuni ricercatori, tuttavia, invitano alla prudenza, dovendosi ancora risolvere il problema di rendere le cosiddette cellule “dormienti” attaccabili dal sistema immunitario.

Fonte:www.anlaids.org/web/index.php