La probabilità di contagio da HIV varia notevolmente in base a molti fattori, tra cui:
- le caratteristiche degli individui (stato del sistema immunitario, malattie associate);
- le modalità di contatto ed esposizione al virus (durata, tessuti coinvolti);
- la carica virale della persona sieropositiva (quantità di virus per millilitro di sangue).
Negli individui HIV+, cioè sieropositivi, il virus HIV è presente:
- nel sangue;
- nello sperma;
- nel liquido amniotico;
- nel latte materno;
- nelle secrezioni vaginali (minor concentrazione).
Il virus HIV può trasmettersi da un individuo all’altro quando il sangue, lo sperma, le secrezioni vaginali, il liquido amniotico o il latte materno appartenenti a una persona contagiata entrano nell’organismo di un individuo sano.
Si distingue una trasmissione verticale del virus, cioè dalla madre sieropositiva al figlio, da una orizzontale, cioè tra individui. La trasmissione orizzontale avviene mediante scambio e trasfusione di sangue infetto oppure mediante scambio di fluidi infetti attraverso cute lesionata o attraverso le mucose.
Si può quindi contrarre l’HIV attraverso:
- azioni che comportano un contatto diretto con sangue infetto;
- pratiche sessuali non protette con persone affette da virus HIV;
- scambio di fluidi corporei da madre sieropositiva al bambino.
Il contatto cutaneo con un fluido infetto (sangue, sperma, secrezione vaginale) non espone al rischio di contagio, se non in presenza di ferite aperte. Non esistono casi documentati di HIV trasmesso tramite lacrime, urina, sudore o saliva. Frequentare persone sieropositive nella vita quotidiana non espone al rischio di contagio.




