Il portale di riferimento del mondo del terzo settore bolognese fa il punto sulle campagne informative, sul comportamento dei media e soprattutto sulla percezione del rischio attorno all'Aids.
Il tema oggi sembra essere meno pericoloso del passato: le terapie funzionano, e chi ha gia' il virus puo' non ammalarsi. Ma a fronte di questo calo del risalto mass mediatico, si assiste anche a un calo della percezione del rischio. Eppure le nuove infezioni da Hiv sono in aumento costante, circa 400 casi all'anno solo in Emilia-Romagna. I nuovi casi sono al 90% derivati da rapporti sessuali, il 53% eterosessuali, il 28% omosessuali e bisessuali. Cio' significa che non si puo' piu' parlare di categorie a rischio, ma solo di comportamenti a rischio: dunque anche l'informazione deve riguardare tutti.
Invece l'informazione latita. Anche le campagne informative si limitano a tre giorni, normalmente intorno all'1 dicembre (Giornata mondiale contro l'Aids), in cui viene prodotto qualche slogan. Servirebbero invece interventi strutturati e diversificate per target
Fonte: DireGiovani




