Sono 40mila gli italiani sieropositivi che non sanno di esserlo, infettati per il rapporto di una sera con un partner sconosciuto e che si trasformano a loro volta in “untori”. Il problema è che nessuno fa il test. [...]
Infezioni tornano a salire in Italia. In Italia, ricorda l'esperto, il numero delle nuove infezioni che si registrano in un anno è sceso dalle 18-20 mila dei primi anni '80 alle circa 4 mila di inizio 2000. «Ma resta uno “zoccolo duro” di casi che non si riesce a scalfire e che anzi da alcuni anni tende a espandersi. Oggi, infatti, si stima che le nuove infezioni siano risalite intorno a quota 6 mila», avverte Moroni.
Contagio scoperto in ritardo di 5-7 anni. «Succede a 6 sieropositivi su 10, che scoprono l'infezione in ritardo anche di 5-7 anni», avverte Moroni. La conseguenza? La scoperta tardiva del contagio si ripercuote sul piano epidemiologico, clinico-terapeutico ed economico. «È anche un problema di salute pubblica e di economia sanitaria. Le persone che cadono nella rete dell'Hiv non guariranno mai più, dovranno curarsi e le cure per ognuno di loro costano dai 20 ai 30 mila euro l'anno», sottolinea lo specialista. «La piaga della sieropositività sommersa richiede delle campagne di informazione pressanti e continue che purtroppo mancano. Bisogna promuovere il test». E su questo fronte, conclude l'infettivologo, Milanocontrolaids «chiede la collaborazione dei medici di medicina generale».
fonte: il messaggero www.ilmessaggero.it/articolo.php




