L'appello di Medici senza frontiere: «Fondo Globale a secco»
Sono 34 milioni le persone che vivono con l'Hiv, un numero record dovuto alla maggiore possibilità di cure che hanno ridotto i decessi. È la fotografia del rapporto diffuso oggi dall'agenzia Onu per l'Aids (UNAIDS) sulla situazione nel 2010. «Il numero di persone che vivono con l'Hiv non è mai stato così alto, soprattutto per un maggiore accesso alle cure», si legge nel rapporto. Rispetto al 2009, il numero di sieropositivi è aumentato del 3,3%, mentre il numero di nuove infezioni è rimasto stabile a 2,7 milioni, sebbene la tendenza sia al ribasso, ha precisato un portavoce a Ginevra. Il numero di decessi per l'Aids è sceso a 1,8 milioni, cioè il 5,3% in meno.
«Soltanto alcuni anni fa sembrava fantasioso annunciare la fine dell'epidemia di Aids a breve termine, ma la scienza, il sostegno politico e la risposta comunitaria stanno cominciando a dare risultati tangibili e certi», ha detto Michel Sidibé, direttore di UNAIDS. Alcune voci critiche, però, soprattutto dalle organizzazioni non governative invitano a non cantare ancora vittoria, dal momento che non esiste ancora un vaccino contro l’Aids, sono milioni le persone ancora senza cure e le donazioni hanno subito un arresto con la crisi economica.
LA REGIONE PIU' COLPITA - E’ ancora l'Africa sub-sahariana la regione più colpita dall'Hiv, nonostante i passi avanti fatti nelle cure e nella prevenzione. «Solo tra il 2009 e il 2010», precisa il report UNAIDS, si è registrato un «aumento del 20% della copertura della terapia antiretrovirale. Si stima che almeno 6,6 milioni di persone dei Paesi a reddito debole e intermedio beneficino delle cure per l'Hiv. Una cifra che segna un aumento di oltre 1,35 milioni rispetto al passato». Botswana, Namibia e Ruanda hanno raggiunto l'accesso universale alle cure (definito come una copertura dell'80% o più); in Swaziland e in Zambia il tasso di copertura oscilla tra il 70% e l'80%. «L'offerta di cure per l'Hiv nelle città e nei villaggi dell'Africa sub-sahariana, da Harare ad Addis Abeba alle zone rurali del Malawi e nella provincia dello Kwazulu Natal in Sudafrica, ha enormemente ridotto il tasso di mortalità legato all'Hiv», si precisa.
Tuttavia, l'Africa sub-sahariana rimane la regione dove vive quasi il 68% delle persone con Hiv; la regione che rappresenta il 12% della popolazione mondiale registra il 70% delle nuove infezioni del 2010, sebbene siano diminuite a livello mondiale e regionale. Ad essere più colpiti sono soprattutto i Paesi dell'Africa australe, con il Sudafrica che ospita il maggior numero di persone che vivono con l'Hiv (circa 5,6 milioni) del mondo. Dal 1998 a oggi l'Aids ha ucciso almeno un milione di persone l'anno nell'Africa sub-sahariana, ma il numero dei decessi sta diminuendo grazie al maggior accesso a cure gratuite. Il numero complessivo di nuove infezioni da Hiv è diminuito di oltre il 26%, per attestarsi a 1,9 milione contro i 2,6 milioni toccati al picco dell'epidemia nel 1997.
L’APPELLO DI MEDICI SENZA FRONTIERE - Sulla base degli ultimi dati diffusi da UNAIDS, l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) sottolinea che la diminuzione dei decessi dovuti all’HIV/AIDS rappresenta un progresso importante, ma che il numero delle persone sottoposte a trattamento deve aumentare in misura consistente dal momento che le nuove evidenze scientifiche mostrano che grazie alle cure è possibile salvare vite e prevenire il contagio. Ciò richiederà lo stanziamento di ulteriori fondi per i farmaci antiretrovirali. Tuttavia, nel giorno in cui i rappresentanti del Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria si riuniscono ad Accra (Ghana), MSF ricorda come negli ultimi due anni i finanziamenti per la lotta all’AIDS siano diminuiti costantemente.
Nel 2011, importanti ricerche hanno mostrato che una persona sottoposta tempestivamente a trattamento per l’HIV ha il 96% di probabilità in meno di trasmettere il virus ad altri. Quest’anno ha visto anche un incremento dell’impegno politico per la lotta all’AIDS: gli Stati Uniti hanno annunciato di recente l’obiettivo di “dare una svolta alla lotta all’AIDS”, dichiarazione un tempo politicamente inimmaginabile. Nel mese di giugno, i governi si sono impegnati a portare a 15 milioni entro il 2015 il numero di persone in cura per l’HIV, prevedendo che il Fondo Globale finanzi il 50% della spesa necessaria. Alla luce dei crescenti ostacoli all’ampliamento delle cure, MSF fa appello ai paesi donatori e ai governi degli Stati beneficiari affinché assicurino che gli obiettivi enunciati quest’anno divengano realtà.
Tuttavia, sinora i fondi necessari a convertire i progressi scientifici e politici del 2011 in un’effettiva, robusta estensione dei trattamenti non si sono materializzati. Questo obbliga il Fondo Globale, per la prima volta dalla sua creazione nel 2002, a sospendere per un anno il finanziamento di nuovi progetti. «Mai, in oltre dieci anni di trattamenti per le persone affette da HIV/AIDS, siamo stati così vicini a invertire il corso di questa epidemia», ha dichiarato il dottor Tido von Schoen-Angerer, direttore della Campagna per l’Accesso alle Cure Essenziali di MSF.
«I governi di alcuni dei paesi più colpiti vogliono cogliere l’occasione offerta dai progressi scientifici per arrestare l’espansione dell’AIDS. Ma i loro propositi rimarranno lettera morta in assenza di finanziamenti».
Fonte: corrieredella sera.it



