Sono i risultati emersi dalla ricerca dell'Agenzia regionale di sanità della Toscana che, da giugno 2009 a giugno 2010, ha analizzato lo stato di salute di un campione di oltre 2 mila detenuti toscani.
Un quadro poco confortante, spiegano i responsabili della ricerca, dovuto principalmente a "condizioni ambientali caratterizzate da un forte stato di deprivazione socio-economica, condizione che non può che accentuarsi una volta inserita all'interno del circuito penitenziario".
Nello specifico, per quanto riguarda le patologie di tipo internistico, le principali malattie sono quelle all'apparato dirigente, seguite da malattie infettive e parassitarie, da malattie del sistema circolatorio e da malattie del sistema osteomuscolare e connettivo.
Le malattie infettive più diffuse sono l'epatite C (9,1% dei detenuti), l'epatite B (2,2%), e l'Hiv (1,4%). Per quanto concerne i disturbi psichici, i dati della ricerca rilevano che il disturbo mentale da dipendenza da sostanze stupefacenti rappresenta la principale patologia psichica da cui risultano affetti i detenuti (12,7% dei detenuti), seguito dal disturbo nevrotico e reazioni di adattamento (10,9%), e dal disturbo mentale alcol correlato (5,7%). In tutti e tre i casi, i più colpiti dalla patologia risultano gli italiani, che rappresentano il 52,9% della popolazione carceraria toscana.
Fonte: Lo Schermo



