Lui è intelligente e usa due caschi, ma il secondo non possiamo mostrartelo.

Giovani gay e bisex: l'omofobia interiorizzata e la scarsa prevenzione

Anche se la maggioranza dei nuovi contagi da HIV deriva da rapporti eterosessuali non protetti, i giovani gay e bisex restano una categoria particolarmente soggetta a scarsa prevenzione: in particolare è possibile che i ragazzi e le ragazze non utilizzino i preservativi nei rapporti con i compagni dello stesso sesso come conseguenza di quella tendenza a infliggersi comportamenti auto-punitivi che viene definita omofobia interiorizzata.

L’omofobia interiorizzata è un insieme di fattori – religiosi, sociali, culturali e pseudo-scientifici – che considerano l’individuo omosessuale o bisessuale “un pervertito”, “un malato”, “una persona contro natura.” Questi pensieri ideologici, diffusi nel contesto sociale in cui viviamo, possono esser fatti propri, anche inconsapevolmente, dai bisex, dai ragazzi gay e dalle ragazze lesbiche.

Se è facile osservare un comportamento o un pensiero omofobico in una persona non omosessuale – sono le manifestazioni di violenza, disprezzo, malcelata distanza, infastidita tolleranza a cui siamo abituati – più subdola è l’influenza di questi stereotipi sociali in noi stessi.

L’omofobia, quando interiorizzata dal ragazzo e dalla ragazza LGBT, può portare ad analoghi comportamenti aggressivi, ma rivolti verso di sé. La bassa autostima e i sentimenti negativi associati al proprio modo di essere possono portarci ad avere rapporti sessuali senza alcuna protezione come reazione punitiva verso noi stessi.

Quasi sempre questo comportamento non è cosciente: i rapporti a rischio sono vissuti senza alcuna consapevolezza, nascosti dietro frasi quali “mi sembrava una brava persona e non era necessario usare il preservativo,” o “per me era una prova d’amore non usarlo.” Di fronte all’ipotesi che tali pensieri e azioni mascherino un comportamento punitivo, abbiamo una reazione di rifiuto: “tutti sanno di me,” “non ho problemi di accettazione”, ecc.

Possiamo credere a livello razionale di aver distrutto qualsiasi pregiudizio interiorizzato, ma gli stereotipi sono sempre difficilmente superabili, e in particolare lo sono quelli che vanno a toccare corde sensibilissime come il nostro orientamento sessuale.

E’ bene riflettere sul fatto che, quando si mette in atto un comportamento a rischio di una tale gravità, la mancata protezione non può essere liquidata con un semplice “non ci ho pensato,” o “non avevo il preservativo a portata di mano.” Simili ragionamenti sono solo delle scuse. Non esiste alcuna motivazione costruttiva per la mancata prevenzione: è quindi possibile che la ragione dietro questi comportamenti distruttivi sia una tendenza inconscia a farsi del male.

L’omofobia interiorizzata colpisce molti gay, lesbiche e bisex, in varie forme e intensità. Non è l’unica o la principale causa della mancata prevenzione nei rapporti sessuali, ma si tratta di un disagio comunque diffuso che può contribuire, insieme ai fattori più classici di disinformazione e pregiudizi contro la corretta prevenzione delle MST, alla creazione di un comportamento irresponsabile, auto-lesionista e poco attento ai rischi di contrarre malattie.