I tumori sono malattie ambientali e genetiche, cioè sono causati da specifici danni ai nostri geni, danni che derivano dall’ambiente esterno alle nostre cellule: sostanze chimiche, radiazioni e, come nel caso del tumore del collo dell’utero, virus.
Questo carcinoma è causato da alcuni tipi di Papillomavirus (HPV, Human Papillomavirus). Esistono oltre 200 tipi di HPV, generalmente in pacifica convivenza con l'organismo che li ospita; talvolta questo equilibrio si rompe e i virus possono dare origine alla comparsa di lesioni. 13 tipi di HPV sono stati ufficialmente riconosciuti dall’OMS come oncogeni, cioè come la causa necessaria del tumore del collo dell’utero. Due in particolare, chiamati HPV 16 ed HPV 18, sono da soli responsabili di circa il 70% di queste forme tumorali, del tumore della vagina e di un terzo dei tumori della vulva.
Nonostante la diffusione dei diversi tipi dell'HPV, i tumori sono molto rari. Questo perché nella maggior parte dei casi l’organismo riesce a liberarsi spontaneamente del virus nell’arco di alcuni mesi senza pericolo per la salute futura. Nel 10% delle donne invece il virus non viene eliminato e dà così origine a lesioni precancerose che, se non trattate, si possono trasformare in una patologia più grave, cioè in tumore.
L’HPV si trasmette principalmente attraverso i rapporti sessuali mediante il contatto tra gli organi genitali. Circa 8 donne su 10 contraggono il virus all’inizio dell’attività sessuale. La quasi totalità degli individui viene a contatto con l’infezione virale attraverso il rapporto con un singolo partner e per questo il contagio è più frequente in caso di molteplicità dei rapporti; l’infezione pertanto è difficilmente evitabile. Le donne che non sono mai state sessualmente attive risultano meno a rischio di sviluppare questo tumore, mentre quelle che hanno iniziato l’attività sessuale in giovane età e hanno avuto più partner sono maggiormente esposte.
Il tumore del collo dell’utero colpisce più di 3.000 donne all’anno, solo in Italia. In Europa è la seconda causa di morte per tumore nelle giovani donne, dai 15 ai 44 anni, e mostra un’incidenza massima nelle donne tra i 45 e i 50 anni. Ogni anno causa il tumore del collo dell’utero circa 300.000 vittime nel mondo, di cui 15.000 in Europa e 1.500 in Italia. La correlazione tra infezione da Papillomavirus e questo tumore è molto più forte e chiara di quella tra fumo e cancro ai polmoni.
Il preservativo, che continua a rappresentare uno strumento di fondamentale importanza per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, offre una protezione solo parziale dall’infezione da HPV: le zone infettate si trovano anche nella parte non protetta dal profilattico.
L'unico strumento di prevenzione primaria è la vaccinazione. La ricerca scientifica ha portato alla realizzazione di due vaccini contro il Papillomavirus altamente efficaci e con un ottimo profilo di tollerabilità:
- il vaccino bivalente, indicato nella prevenzione di lesioni precancerose della cervice uterina e del cancro del collo dell’utero causati dai tipi di Papillomavirus 16 e 18;
- il vaccino quadrivalente, indicato per la prevenzione del cancro della cervice uterina, delle lesioni precancerose del collo dell’utero, della vulva e della vagina e anche dei condilomi causati da i tipi di Papillomavirus 6, 11, 16 e 18.
La prevenzione secondaria viene invece affidata a controlli, esami di routine, test che servono a prevenire la comparsa della malattia. Esistono due test per prevenire la comparsa del tumore della cervice:
- il test dell’HPV, che è in grado di mettere in luce la presenza del virus ancora prima che si verifichino le alterazioni cellulari; il test mira a scoprire se la cervice è sede di uno dei tredici tipi di virus a elevato rischio oncogeno;
- il Pap-test, che è l’esame delle cellule della cervice per individuare le lesioni precancerose che possono trasformarsi nel tempo in tumore.
Le casistiche dimostrano inconfutabilmente che lo screening per il tumore al collo dell’utero è in grado di ridurre l'incidenza e la mortalità per questa neoplasia. Grazie al Pap-test a cui la gran parte delle donne si è sottoposta dagli anni Cinquanta, il tumore della cervice è diminuito del 75%.
E' importante ricordare:
- il tumore al collo dell’utero è il primo importante tumore solido di cui sia stata identificata una causa virale; la ricerca ha dimostrato che l’agente infettivo è l’HPV;
- l’HPV è responsabile almeno in parte anche di altre patologie quali il cancro della vulva, della vagina, del pene e dell’ano; alcun i ceppi di HPV sono responsabili dei condilomi genitali e di una rara ma pericolosissima malattia, la papillomatosi laringea;
- l’HPV è un virus assai comune e la sua presenza nell’apparato genitale non comporta malattie; solo eccezionalmente si possono sviluppare anomalie cellulari o un tumore alla cervice uterina (circa 10% delle donne sessualmente attive);
- per le giovani, la più importante arma di difesa è rappresentata dalla prevenzione primaria ovvero la vaccinazione;
- per tutte le donne, la prevenzione secondaria rappresentata dal Pap-test e dal test HPV rimane uno strumento insostituibile nella strategia preventiva.




