Tre mosse vincenti contro l'HPV

19/11/2010

Vaccinazione HPV per tutte le donne fino ai 45 anni. Questo il messaggio portato avanti dalla Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna che ha tra i suoi primi obiettivi quello della divulgazione e informazione. A ribadire ancora una volta l’importanza della prevenzione, primaria e secondaria, delle patologie causate dal Papillomavirus umano (HPV) è proprio la Professoressa Alessandra Graziottin, Ginecologa e Presidente dell’omonima Fondazione, nell’ambito dell’86° Congresso di Ginecologia e Ostetricia in corso a Milano in questi giorni.
“Contrarre il Papillomavirus umano – spiega la Professoressa, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano – può significare per la donna ammalarsi di cancro del collo dell’utero, tumore della vulva e della vagina, lesioni precancerose e condilomi genitali. Il papillomavirus umano può comportare sofferenza fisica e soprattutto psicologica non solo per la donna ma per la coppia. Grazie alla prevenzione oggi possiamo dire che ogni donna può evitare a se stessa questo rischio. Come? Con tre mosse vincenti:
1) Facendo usare regolarmente il profilattico, in ogni rapporto, in ogni tipo di rapporto,e fin dall’inizio del medesimo, il che riduce la probabilità di contrarre l’HPV;
2) proteggendosi con la vaccinazione, che grazie agli anticorpi indotti dal vaccino impedisce al virus di colpire;
3) sottoponendosi regolarmente a controlli di screening con il pap-test ed eventuali ulteriori esami, quando indicati: per la diagnosi precoce di eventuali lesioni causate dal virus già entrato nel corpo.
Oggi sono a disposizione due vaccini, entrambi altamente efficaci e con un ottimo profilo di tollerabilità. 1) Un vaccino bivalente efficace verso i tipi di HPV 16 e 18, indicato nella prevenzione di lesioni precancerose della cervice uterina e del cancro del collo dell’utero nelle donne dai 10 ai 25 anni. 2) Un vaccino quadrivalente, efficace verso i tipi di HPV 6, 11, 16 e 18, indicato per la prevenzione del cancro del collo dell’utero, delle lesioni precancerose del collo dell’utero, della vulva e della vagina e anche dei condilomi (verruche genitali) in donne dai 9 ai 45 anni (età fino alla quale è già stata documentata l‘efficacia del quadrivalente) e nei maschi dai 9 ai 15 anni.
La prima novità è proprio l’efficacia del vaccino quadrivalente Gardasil® in tutte le donne fino a 45 anni. “Un dato importante – spiega – se si pensa che agli oltre 3.500 casi di cancro del collo dell’utero che si verificano ogni anno in Italia e ai 120.000 casi di condilomatosi genitale nelle donne, numerosi studi internazionali riportano un aumento (negli ultimi 20 anni) dei tumori vulvari in donne di età inferiore ai 50 anni”. Per quest’ultima patologia non esiste, di fatto, alcun sistema di screening organizzato e di solito si assiste ad una diagnosi tardiva con conseguente intervento terapeutico molto invasivo. “La vaccinazione rappresenta dunque l’unica arma a disposizione per proteggersi”.
Il vaccino quadrivalente è altresì efficace anche in chi ha già sviluppato un’infezione da HPV e che, cosa più importante, ha subito un trattamento terapeutico. Scientificamente si parla di ‘efficacia sui casi di recidiva’ “perché contrarre l’HPV non è un rischio che si corre una volta sola nella vita. Vaccinarsi, invece, significa mettersi al sicuro perché si riduce il rischio (fino al 65%) di ammalarsi di nuovo”. “Questi dati assolvono un doppio compito, conclude la Professoressa Graziottin. “Da un lato rendono ancor più evidente a noi medici l’importanza di consigliare la vaccinazione non solo alle giovanissime ma a tutte le donne; dall’altro fanno comprendere alla popolazione l’importanza di prendersi cura di se stessi attraverso una doppia prevenzione primaria: uso del profilattico e vaccinazione, e una prevenzione secondaria, qual è lo screening con il pap-test”.
La comunicazione e l’informazione assolvono un ruolo di primaria importanza. A distanza di poco più di due anni dalla partenza della campagna di vaccinazione anti HPV, in Italia si è ancora lontani dagli obiettivi di copertura vaccinale prefissati. Infatti, come si legge dall’ultimo rapporto pubblicato dal Reparto di Epidemiologia di malattie Infettive del CNESPS – Istituto Superiore di Sanità, solo per quanto riguarda la fascia d’età delle 12enni (per le quali la vaccinazione è gratuita) la percentuale di ragazze vaccinate è appena del 53%.

Fonte:  Fondazione Graziottin